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Assideramento Sintomi e Ipotermia: Cosa Fare in Caso di Emergenza

L’ipotermia, nota anche come assideramento, rappresenta una condizione medica potenzialmente letale che si verifica quando la temperatura corporea scende al di sotto dei 35°C. Riconoscere tempestivamente i sintomi assideramento e sapere come intervenire può fare la differenza tra la vita e la morte, specialmente durante attività in montagna, sport invernali o situazioni di emergenza.

Questa guida completa ti fornirà tutte le informazioni su cause, sintomi e trattamento dell’ipotermia o assideramento, preparandoti a riconoscere i segnali d’allarme e ad agire correttamente nell’attesa dei soccorsi. Che tu sia un escursionista, uno sciatore, una guida alpina o semplicemente una persona attenta alla sicurezza propria e altrui, comprendere cos’è l’ipotermia e come gestirla è fondamentale. Seguendo i semplici suggerimenti e le linee guida del manuale MSD e delle principali istituzioni sanitarie come Humanitas, imparerai a tenere sotto controllo la situazione nell’attesa degli operatori di primo soccorso.

Cos’è l’Ipotermia o Assideramento?

L’ipotermia si verifica quando la temperatura corporea scende sotto i 35°C, compromettendo la capacità del corpo di mantenere le proprie funzioni vitali. Si parla di ipotermia quando il meccanismo naturale di termoregolazione non riesce più a compensare la perdita di calore, portando a un progressivo rallentamento delle funzioni vitali. Questa condizione può verificarsi non solo in ambienti estremamente freddi, ma anche a temperature moderate quando si è bagnati o esposti a vento prolungato.

La prolungata esposizione al freddo innesca una serie di reazioni nell’organismo: inizialmente il corpo cerca di preservare il calore riducendo il flusso sanguigno verso le estremità e aumentando il metabolismo attraverso i brividi. Quando la temperatura corporea scende al di sotto della soglia critica, questi meccanismi compensatori diventano insufficienti e inizia il vero e proprio assideramento. La sottrazione di calore più velocemente di quanto il corpo possa produrlo porta a una cascata di eventi che possono culminare in perdita di coscienza e arresto cardiaco.

Il rischio di ipotermia aumenta significativamente in presenza di determinati fattori: immersione del corpo in acqua fredda (che accelera la perdita di calore fino a 25 volte rispetto all’aria), indumenti bagnati, vento forte, esaurimento fisico, disidratazione o malnutrizione. Anche l’altitudine gioca un ruolo cruciale, poiché la temperatura diminuisce con l’aumentare della quota. Comprendere cos’è l’ipotermia o assideramento è il primo passo per prevenirla e riconoscerla tempestivamente.

Sintomi Assideramento: Come Riconoscere l’Ipotermia nelle Fasi Iniziali

I sintomi assideramento si manifestano progressivamente e variano in base alla gravità della condizione. Nelle fasi iniziali, quando la temperatura corporea scende sotto i 35°C ma resta sopra i 32°C (ipotermia lieve), la persona colpita da ipotermia mostra brividi intensi e continui, confusione mentale, difficoltà di coordinazione nei movimenti, pallore cutaneo e sensazione di freddo generalizzato. Le mani e piedi diventano freddi e insensibili, mentre il respiro e il battito cardiaco iniziano ad accelerare nel tentativo di generare calore.

Riconoscere precocemente i sintomi assideramento è fondamentale per intervenire tempestivamente. I primi segnali includono tremori incontrollabili che la persona non riesce a fermare volontariamente, pelle fredda al tatto con colorazione pallida o leggermente bluastra alle estremità, difficoltà nel compiere movimenti fini con le mani come chiudere una cerniera o allacciare i lacci, e un progressivo rallentamento dei riflessi. La persona può sembrare confusa, avere difficoltà a parlare chiaramente o mostrare scarso giudizio nelle decisioni.

Con il progredire dell’assideramento, quando la temperatura scende sotto i 32°C (ipotermia moderata), i sintomi assideramento diventano più preoccupanti: i brividi cessano paradossalmente, la confusione mentale aumenta fino a comportamenti irrazionali, la coordinazione motoria peggiora notevolmente, il linguaggio diventa confuso, e compare sonnolenza. In questa fase critica si osservano anche confusione e bradicardia (rallentamento del battito cardiaco), respirazione superficiale e rallentata, e una pericolosa diminuzione del livello di coscienza. Le dita delle mani e dei piedi possono presentare segni di congelamento con danni ai tessuti. Sapere quali sono i sintomi specifici di ogni fase permette di valutare correttamente la gravità e agire di conseguenza.

Assideramento Sintomi Gravi: Quando la Situazione Diventa Critica

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Nell’ipotermia grave, quando la temperatura scende sotto i 28°C, i sintomi assideramento raggiungono il livello più pericoloso: perdita completa di coscienza, rigidità muscolare diffusa, pupille dilatate e poco reattive, polso debole o impercettibile, respiro quasi assente. A questo punto la presenza di ipotermia è evidente ma la vita della persona è in serio pericolo e richiede intervento medico immediato. Il rischio di arresto cardiaco aumenta esponenzialmente e ogni minuto conta.

I sintomi assideramento in fase avanzata possono ingannare: la persona può apparire come “congelata” con la pelle rigida, estremamente fredda e di colorito grigio-bluastro. Il polso diventa quasi impossibile da rilevare e la respirazione può essere così superficiale da sembrare assente. In questi casi è fondamentale non dare per morta la vittima: esiste un detto medico che recita “nessuno è morto finché non è caldo e morto”. Persone con temperature corporee sotto i 20°C sono sopravvissute dopo riscaldamento ospedaliero e rianimazione prolungata.

Altri sintomi assideramento critici includono: aritmie cardiache potenzialmente fatali (la fibrillazione ventricolare è comune sotto i 28°C), edema polmonare con difficoltà respiratoria grave, diminuzione della temperatura corporea che continua a scendere anche dopo aver rimosso la persona dall’ambiente freddo (fenomeno chiamato “afterdrop”), e stato di coma profondo. La diagnosi di ipotermia grave richiede misurazione professionale con termometri a bassa lettura, poiché i termometri comuni non rilevano temperature sotto i 34°C. A questo stadio, solo l’intervento degli operatori di primo soccorso con attrezzature mediche avanzate può salvare la vita alla persona.

Cosa Fare in Caso di Ipotermia: Protocollo di Primo Soccorso

Quando si sospetta un caso di ipotermia, la prima azione fondamentale è chiamare i soccorsi componendo il numero di emergenza 112 o 118. Mentre si attende l’arrivo degli operatori di primo soccorso, è cruciale iniziare immediatamente le manovre di primo soccorso per stabilizzare la persona e prevenire un ulteriore abbassamento della temperatura corporea. Il tempo è essenziale: ogni minuto conta per evitare che i sintomi assideramento peggiorino verso l’arresto cardiaco.

La prima cosa da fare in caso di ipotermia è spostare la persona dall’ambiente freddo in un luogo riparato e asciutto. Se gli indumenti sono bagnati, vanno rimossi delicatamente e sostituiti con indumenti asciutti o, in alternativa, avvolgere la persona in coperte, sacchi a pelo o qualsiasi materiale isolante disponibile. È importante riscaldare gradualmente il corpo, concentrandosi sul tronco (torace, addome, collo) piuttosto che sulle estremità. Si possono utilizzare fonti di calore dolce come borse dell’acqua calda avvolte in tessuto (mai a contatto diretto con la pelle) o il calore corporeo di altre persone. Deve cercare di scaldare la persona con movimenti delicati per evitare di scatenare aritmie cardiache.

Se la persona è cosciente e in grado di deglutire, si possono somministrare bevande calde e dolci non alcoliche (come tè zuccherato o brodo caldo) per aiutare il corpo a generare calore dall’interno. Bere bevande tiepide, non bollenti, permette un riscaldamento graduale e sicuro. È fondamentale tenere sotto controllo la situazione nell’attesa dei soccorsi, monitorando costantemente respiro e battito cardiaco. Nel caso la persona perda conoscenza e non mostri segni di respirazione o circolo, bisogna iniziare immediatamente la rianimazione cardiopolmonare (RCP) continuando fino all’arrivo dei soccorsi. Cercare di scaldare la persona colpita da ipotermia richiede calma, metodo e azione rapida ma delicata.

Cosa Non Fare in Caso di Ipotermia o Assideramento

Sapere cosa non fare in caso di ipotermia è altrettanto importante quanto conoscere le azioni corrette, perché errori nel trattamento possono peggiorare drasticamente i sintomi assideramento e aumentare il rischio di morte. Uno degli errori più comuni e pericolosi è tentare di riscaldare troppo rapidamente la persona, specialmente le estremità. Riscaldare bruscamente braccia e gambe può causare il fenomeno del “core temperature after-drop”: il sangue freddo dalle estremità ritorna rapidamente al cuore, abbassando ulteriormente quando la temperatura del corpo scende sotto la soglia critica e aumentando il rischio di arresto cardiaco.

Cosa non fare in caso di assideramento include assolutamente: non somministrare mai alcol o bevande contenenti caffeina a una persona con ipotermia. L’alcol provoca vasodilatazione periferica che accelera la perdita di calore e compromette il giudizio, mentre la caffeina può interferire con la circolazione. Anche il fumo va assolutamente evitato perché causa vasocostrizione peggiorando la circolazione verso le mani e dei piedi già compromesse. Se la persona è incosciente, non tentare mai di far bere liquidi per evitare il rischio di soffocamento.

Altri comportamenti critici da evitare per non aggravare i sintomi assideramento: non massaggiare o strofinare vigorosamente il corpo (questo può causare aritmie cardiache fatali), non dare per scontato che una persona apparentemente “morta” per ipotermia sia effettivamente deceduta, non spostare la persona più del necessario perché movimenti bruschi possono scatenare aritmie, non sottovalutare un’ipotermia anche se i sintomi sembrano lievi, non applicare calore diretto con stufe, phon o bagni caldissimi, e non permettere alla persona di camminare o fare sforzi fisici anche se sembra recuperare. Cosa non fare in caso può determinare la sopravvivenza della vittima tanto quanto le azioni positive: evitare ulteriori danni è cruciale quanto fornire aiuto attivo.

Quali Sono i Sintomi dell’Ipotermia nelle Diverse Fasi?

La diagnosi di ipotermia si basa principalmente sul riconoscimento dei sintomi che variano secondo la classificazione in tre stadi di gravità. Capire quali sintomi corrispondono a quale fase aiuta a valutare la serietà della situazione e l’urgenza dell’intervento. Questa progressione non è sempre lineare e può accelerare rapidamente, specialmente in condizioni estreme di esposizione al freddo o immersione in acqua fredda. Secondo il manuale MSD, nella sezione lesioni e avvelenamento, la corretta identificazione dello stadio determina l’approccio terapeutico.

Ipotermia Lieve (35-32°C): In questa fase iniziale dell’assideramento, i sintomi assideramento includono brividi intensi e incontrollabili, pelle fredda e pallida, labbra e unghie leggermente bluastre, intorpidimento delle estremità, difficoltà nei movimenti fini delle mani e dei piedi, confusione mentale leggera con difficoltà di concentrazione, tachipnea (respirazione accelerata) e tachicardia. La persona è ancora cosciente e generalmente collaborativa, anche se può mostrare scarso giudizio. I brividi rappresentano il tentativo del corpo di generare calore attraverso contrazioni muscolari rapide. È cruciale intervenire in questa fase per prevenire l’evoluzione verso stadi più gravi: la finestra terapeutica è ancora ampia e il recupero completo è possibile con trattamento appropriato.

Ipotermia Moderata (32-28°C): Quando la temperatura del corpo continua a scendere, quali sono i sintomi che si manifestano? Si aggravano significativamente rispetto alla fase precedente. I brividi cessano completamente (segno molto preoccupante che indica esaurimento delle riserve energetiche), la confusione mentale diventa marcata con comportamenti irrazionali e paradossi come il “paradoxical undressing” (la persona si spoglia sentendo caldo), movimenti rallentati e goffi, linguaggio confuso e biascicato, sonnolenza estrema. Si osservano inoltre confusione e bradicardia (battito rallentato sotto i 60 bpm), pressione arteriosa ridotta, e diminuzione progressiva dello stato di coscienza. In questa fase critica il rischio di arresto cardiaco aumenta esponenzialmente e la situazione può degenerare rapidamente senza intervento medico professionale.

Ipotermia Grave (sotto i 28°C): Questa è la fase più pericolosa dove quali sintomi indicano un’emergenza medica assoluta. Si osservano: perdita totale di coscienza, rigidità muscolare diffusa che può simulare il rigor mortis, pupille dilatate e poco reattive, polso debolissimo o impercettibile, respirazione superficiale quasi impercettibile (meno di 8 atti respiratori al minuto), cute fredda e cianotica, possibile edema polmonare, e altissimo rischio di arresto cardiaco e morte. A temperature inferiori a 24°C la sopravvivenza è eccezionale senza intervento medico avanzato immediato con tecniche di riscaldamento extracorporeo. L’ipotermia va trattata in ambiente ospedaliero a questo stadio: chiamare al più presto i soccorsi è l’unica azione che può salvare la vita.

Come Prevenire l’Assideramento Durante Attività in Montagna

La prevenzione è sempre la strategia migliore per evitare di trovarsi ad affrontare un caso di ipotermia o assideramento con tutti i suoi pericolosi sintomi. Durante escursioni, attività sciistiche o alpinistiche, seguire alcuni semplici suggerimenti può ridurre drasticamente il rischio di ipotermia. La preparazione inizia ben prima di partire: verificare le previsioni meteo, pianificare percorsi adeguati alle proprie capacità, comunicare a qualcuno il proprio itinerario e orario di rientorno previsto, e studiare informazioni su cause e fattori di rischio associati all’ipotermia.

L’abbigliamento appropriato è fondamentale per prevenire la prolungata esposizione al freddo: adottare il sistema a strati (baselayer traspirante, midlayer isolante, outer shell impermeabile e antivento), portare sempre indumenti asciutti di ricambio nello zaino, proteggere le estremità con guanti tecnici, calzini termici e cappello (la testa disperde fino al 50% del calore corporeo), e indossare indumenti che mantengano le loro proprietà isolanti anche se bagnati (materiali sintetici o lana merino, mai cotone). Ricorda che rimanere bagnati accelera la perdita di calore fino a 25 volte rispetto all’aria secca: la combinazione di freddo e umidità è la più pericolosa per sviluppare sintomi assideramento.

Altri accorgimenti essenziali per evitare la prolungata esposizione includono: mantenere un buon livello di idratazione e nutrizione (il corpo ha bisogno di energie per produrre calore metabolico), evitare di sudare eccessivamente regolando gli strati di abbigliamento durante lo sforzo, fermarsi e ripararsi ai primi segnali di freddo eccessivo prima che compaiano sintomi, non sottovalutare il fattore vento (windchill) che riduce drammaticamente la temperatura percepita, evitare alcol che dà una falsa sensazione di calore mentre in realtà aumenta la dispersione termica, e non esitare a rinunciare all’obiettivo o rientrare anticipatamente se le condizioni diventano critiche. Prevenire l’esposizione prolungata al freddo è sempre preferibile a dover gestire un’emergenza da ipotermia con i relativi sintomi assideramento che possono mettere in pericolo la vita.

Quando Chiamare i Soccorsi per Sintomi Assideramento

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Chiamare i soccorsi al più presto è fondamentale in determinate situazioni dove la gravità dei sintomi assideramento richiede intervento medico specializzato. Non bisogna mai esitare a contattare il numero di emergenza 112 (unico numero di emergenza europeo) o 118, anche se si hanno dubbi sulla reale gravità della situazione. I dispatcher sono addestrati a valutare telefonicamente la presenza di sintomi e inviare il livello di soccorso appropriato, compreso l’elisoccorso se necessario.

Le situazioni che richiedono chiamata immediata ai soccorsi includono: qualsiasi persona con temperatura corporea sotto dei 35°C misurata con termometro, persona con sintomi assideramento di ipotermia moderata o grave (confusione marcata, assenza di brividi, sonnolenza, linguaggio confuso), vittima incosciente o semi-cosciente, presenza di confusione e bradicardia insieme, impossibilità di riscaldare adeguatamente la persona sul posto, peggioramento dei sintomi nonostante i tentativi di riscaldamento. L’ipotermia va sempre considerata un’emergenza potenzialmente letale quando la temperatura corporea scende sotto i 32°C.

Altre situazioni critiche che richiedono di chiamare i soccorsi immediatamente: persona che ha subito immersione in acqua fredda anche se apparentemente sta bene (può sviluppare ipotermia secondaria con sintomi ritardati), situazioni dove non è possibile evacuare autonomamente la persona, comparsa di aritmie cardiache o difficoltà respiratoria grave, persona anziana o bambino con sintomi assideramento (popolazioni più vulnerabili), e presenza di altre lesioni e avvelenamento oltre all’ipotermia. Quando si chiama, fornire informazioni precise: posizione GPS esatta (coordinate se disponibili), numero di persone coinvolte, quali sintomi osservati, temperatura corporea se misurata, condizioni ambientali (temperatura esterna, vento, precipitazioni), e eventuali altre lesioni. Se in montagna, specificare l’altitudine e la possibilità di arrivo via terra o necessità di elisoccorso. Rimanere sempre in linea con l’operatore che fornirà istruzioni su come tenere sotto controllo la situazione nell’attesa dei soccorsi. Il tempo tra il riconoscimento dei sintomi assideramento e l’arrivo di cure mediche avanzate è il fattore più critico per la sopravvivenza.

Differenza tra Ipotermia, Assideramento e Congelamento

Sebbene spesso usati come sinonimi, ipotermia e assideramento indicano la stessa condizione sistemica dove l’intero organismo subisce un abbassamento critico della temperatura corporea con relativi sintomi. Tuttavia, è importante distinguere questa condizione dal congelamento, che rappresenta invece una lesione localizzata dei tessuti esposti al freddo intenso, tipicamente le estremità come dita delle mani, dita dei piedi, naso e orecchie. Entrambe le condizioni possono coesistere e richiedono approcci terapeutici diversi.

Il congelamento può verificarsi anche senza ipotermia generale quando parti del corpo esposte subiscono danni ai tessuti per formazione di cristalli di ghiaccio intracellulari. I sintomi del congelamento differiscono dai sintomi assideramento sistemico e includono: perdita di sensibilità nella zona colpita, pelle pallida, cerosa o grigio-bluastra, rigidità della parte interessata, vesciche che compaiono durante il riscaldamento, e dolore intenso durante la fase di riperfusione. Il trattamento del congelamento richiede precauzioni specifiche: non sfregare mai la parte congelata (causa ulteriori danni ai tessuti), non esporre a calore diretto, riscaldare gradualmente immergendo in acqua a 37-40°C, e proteggere le vesciche che si formano senza romperle.

Una persona può presentare contemporaneamente ipotermia sistemica con relativi sintomi assideramento e congelamenti locali, rendendo la gestione dell’emergenza più complessa. In questi casi la priorità assoluta va sempre data al trattamento dell’ipotermia generale perché rappresenta il pericolo maggiore per la vita, mentre i congelamenti, sebbene possano causare danni permanenti ai tessuti fino all’amputazione, raramente sono immediatamente letali. Secondo Humanitas e il manuale MSD, la diagnosi differenziale e il trattamento appropriato di entrambe le condizioni richiedono competenza medica: chiamare presto i soccorsi permette agli operatori di primo soccorso professionisti di gestire correttamente sia i sintomi dell’ipotermia che le lesioni da congelamento.

Primo Soccorso: Protocollo Completo per l’Ipotermia

Il protocollo di primo soccorso per gestire i sintomi assideramento segue una sequenza precisa che ogni soccorritore, anche non professionale, dovrebbe conoscere. La regola d’oro è: deve cercare di scaldare la persona gradualmente e dolcemente, mai bruscamente. Il protocollo si articola in fasi successive da seguire nell’ordine indicato per massimizzare le possibilità di recupero e minimizzare il rischio di complicazioni come aritmie o arresto cardiaco.

Fase 1 – Valutazione e Sicurezza (primi 30 secondi): Valutare la sicurezza della scena per sé stessi e per la vittima. Chiamare immediatamente il numero di emergenza fornendo tutte le informazioni sui sintomi osservati. Verificare rapidamente lo stato di coscienza della persona parlando e scuotendo delicatamente le spalle. Controllare respirazione e polso per almeno 10 secondi (nell’ipotermia grave possono essere molto deboli e lenti, fino a 2-3 battiti al minuto). L’ipotermia si verifica quando la temperatura corporea scende sotto i 35°C, ma spesso non si ha un termometro disponibile quindi bisogna basarsi sui sintomi clinici.

Fase 2 – Protezione dalla Perdita di Calore Ulteriore (primi 5 minuti): Spostare la persona dall’ambiente freddo se possibile, oppure creare una barriera dal vento e dal terreno freddo usando zaini, rami, materassini. Rimuovere delicatamente tutti gli indumenti bagnati tagliandoli se necessario per evitare movimenti eccessivi che possono provocare aritmie. Isolare la persona dal suolo con materassini, zaini, coperte o qualsiasi materiale disponibile. Avvolgere completamente la persona con coperte, sacco a pelo, teli termici (parte argentata verso il corpo) o indumenti asciutti, creando uno strato isolante efficace. Coprire anche la testa lasciando libero solo il viso. Questa fase è cruciale per arrestare il peggioramento dei sintomi assideramento.

Fase 3 – Riscaldamento Passivo e Attivo (da 5 minuti in poi): Cercare di scaldare la persona utilizzando tutte le risorse disponibili per contrastare i sintomi: calore corporeo di altre persone (una o due persone si mettono nel sacco a pelo con la vittima, tecnica molto efficace), borse d’acqua calda o bottiglie riempite con acqua a 40-45°C avvolte in tessuto e posizionate su collo, ascelle, inguine (mai direttamente sulla pelle per evitare ustioni), coperte riscaldate, e protezione dal vento. Se cosciente e capace di deglutire, somministrare piccole quantità di bevande calde e zuccherate (tè dolce, brodo, mai alcol). Monitorare continuamente respiro, polso e livello di coscienza, annotando eventuali cambiamenti per riferirli ai soccorritori.

Fase 4 – Rianimazione se Necessario: Se la persona non respira o non ha polso rilevabile, iniziare immediatamente la rianimazione cardiopolmonare continuandola fino all’arrivo dei soccorsi. Nell’ipotermia la RCP può essere efficace anche dopo tempi prolungati perché il freddo rallenta il metabolismo cerebrale proteggendo parzialmente dall’ipossia. Continuare la rianimazione cardiopolmonare anche per tempi lunghi (sono documentati casi di sopravvivenza dopo oltre 6 ore di RCP): nel dubbio, è meglio eccedere che desistere prematuramente. Gli operatori di primo soccorso professionali arrivati sul posto valuteranno la continuazione delle manovre e il trasporto in ospedale per tecniche avanzate.

Tabella Comparativa: Gravità dei Sintomi Assideramento e Interventi

GravitàTemperatura CorporeaSintomi Assideramento PrincipaliInterventi PrioritariUrgenza Medica
Lieve35-32°CBrividi intensi, confusione lieve, mani e piedi freddi, pelle pallida, tachipnea, tachiardia, difficoltà movimenti finiProteggere da ulteriore perdita di calore, togliere abiti bagnati, riscaldamento passivo con coperte, somministrare bevande calde se coscienteMedia – Chiamare soccorsi se sintomi non migliorano in 15-20 minuti
Moderata32-28°CAssenza di brividi, confusione marcata, confusione e bradicardia, movimenti rallentati, sonnolenza, linguaggio confuso, comportamenti irrazionaliChiamare immediatamente 112/118, riscaldamento dolce del core, monitoraggio continuo costante, protezione assoluta da movimenti bruschiAlta – Soccorso immediato necessario, rischio arresto cardiaco
GraveSotto 28°CIncoscienza totale, rigidità muscolare, polso debole/assente, respiro superficiale, pupille dilatate, rischio imminente arresto cardiacoChiamata emergenza immediata, RCP se necessaria senza interruzione, riscaldamento professionale ospedaliero, trasporto urgenteCritica – Rischio vita immediato, necessità terapia intensiva

faq

Cosa si intende per assideramento?

Per assideramento si intende l’abbassamento eccessivo della temperatura corporea a causa del freddo.

Che differenza c’è tra assideramento e congelamento?

L’assideramento riguarda tutto il corpo, mentre il congelamento colpisce solo una parte, come mani o piedi.

Che sintomi dà l’ipotermia?

L’ipotermia causa brividi, confusione, sonnolenza, pelle fredda e pallida.

Cosa non fare in caso di assideramento?

In caso di assideramento non bisogna strofinare la pelle, usare acqua calda diretta o muovere bruscamente la persona.

Adrian

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